I vincitori della II Edizione - 2008
.....................................................................................................................................

CLASSIFICA

Concorso Nazionale di Poesia “diVerso in Verso”
II Edizione 2008 - La montagna

Sezione Poesie Finaliste

  1. Sull'uscio evanescente della notte
    Nino Vicidomini. Trecase (Na)
  2. Per una fiaba in più
    Vincenzina di Muzio. Manoppello Scalo (Pe)
  3. In volo sulle montagne
    Stefano Ristori. Legnano (Mi)
  4. Montagna
    Germani Gilberto. Solaro (Mi)
  5. Geometriche emozioni
    Gloria Venturini. Lendinara (Ro)
  6. Malinconico orgoglio
    Emanuele Cavalli. Gambara (Bs)
  7. 22 NOVEMBRE Lee Harvey Oswald
    Luca Liberti. Battipaglia (Sa)
  8. Non sono
    Alessia Mocci.
    Villacidro (Ca)
  9. Verrà, verrà quel tempo…
    Armando Romano (Ro)
  10. Sul sentiero, nel cuore della montagna
    Matteo Dondi. Marciano di Romagna (Rn)
  11. Aria d'alte vette
    Daniela Bruni Curzi. S. Benedetto del Tronto (Ap)
  12. L'eco di te
    Azzurra Lorenzini. Pisa (Pi)

    Sezione Menzioni Speciali

  1. Ricordo tra i monti
    Selene Coccato. Tovo San Giacomo (SV)
  2. Autunno
    Rosario Castronuovo. Fiorano (Mo)
  3. L'ascesa invernale sul Gran sasso
    Tonino Di Natale (Te)
  4. La cima del monte
    Rita Speca.Osimo (An)
  5. Profilo di Maiella
    Marina Ulisse (Rm)
  6. Valigie
    Laura Bossi. Gaggiano (Mi)
  7. Non sono
    Alessia Mocci. Villacidro (Ca)
  8. Settant'anni e il mare
    Cinzia Dellagiovanna. Piasco (Cn)
  9. Crataegus Oxycanta
    Olivia Marinello. Barbona (Pd)
  10. La vetta
    Flavio Bucci. Citta di Castello (Pg)
  11. Uno strano inverno
    Ines Gastaldi. Carretto (Sv)
  12. Triste Signora
    BluMonari Tiziana. Prato (Fi)

Sezione Poesie segnalate

La montagna – cambio prospettiva –
Chiara Scarlato. Francavilla al mare (Ch)

Incanto
Stefania Pierini. Roma.

Nei dintorni di Civita
Salvatore Armando Santoro. Boccheggiano (Gr)

Radice di vita
Matteo Marangoni. Macerata.

Albero poetico (All'albero della mia montagna)
Astrid Villa. Formia (LT)

Sogni
Vinia Mantini. Ortona (Ch)

Visione
Alessandra Renzetti. Spoltore (Pe)

Al risveglio
Floredana De Felicibus. Atri (Te)

Gran Sasso
Rosanna Zamparelli. Borgo Santa Maria. Pineto (Te).

La Montagna d'inverno
Federico Pennese. Nocciano (Pe)

Neve sui Monti
Filomena Gagliardi. Colli del Tronto (Ap)

Verso il mattino
Pierbruno Ricci. Chieti

Vecchi casolari d'Abruzzo
Marina Pieranunzi de Marinis. Pescara

Nonna montagna
Sonia Ciuffetelli. L'aquila

Ferma i passi fra l' erbe sussurranti
Marco Di Pasquale. Pescara

Amato monte
Patrizia Stranieri. Pescara

Ombre
Domenico Parlamenti. Centobuchi. (Ap)

La neve
Antonella Rutolo. Villamagna (Ch)

Amore
Tullio Perilli. Loreto Aprutino (Pe)

La vetta nel cuore
Elio Celaia Cianfarano. Roseto degli Abruzzi (Te)

Alla montagna Madre
Alfredo Mantini. Bucchianico (Ch)

Ricordi di bambina
Elisabetta Iannascoli Montesilvano (Pe)

E tu, ritorna
Giovanna Forti . Roseto degli Abruzzi (Te)

Pioggia in montagna
Serena Carestia. Manoppello (Pe)

Un Cucciolo
Rita Giurastante. Pescara

II
Manuela Valleriani. Teramo


[Ritorna alla pagina Premiazione]


1. Sull'uscio evanescente della notte
Nino Vicidomini Trecase (Na)

Infilavamo grani di rosario con soffici spirali di speranze
e a tocchi di pastelli
stemperavamo grumi di silenzi caduti su di noi.
Quando un transito quieto cominciava a menarsi a levante
serravamo le nostre pupille per scrutare al di là delle cose
e carezze di tiepido sole
ci baciavano gli occhi in un magico gioco di luce.
…E vincevamo endemiche stanchezze!..
Sapeva l'aria d'orzo abbrustolito
nell'agitato volo di farfalle delle "controre" estive
e di umidore il tufo del cortile con viscide lumache.
Dicevano la vita di ogni giorno, "ignuda e senza veli",
le ore consumate nei quartieri !..
La nostra smoderata ambizione messaggi di segnali digitava
per altri mondi
…e innocenti graffiti lasciava sopra al muro del tempo.
Eravamo possenti ?.. Eravamo soltanto noi stessi !..
Con il fiato dei vecchi ritornano adesso a trovarci le sere !..
…E scioglieranno nodi d'incertezza questi ultimi bagliori ai limitari ?..
Più tardi abbuia ai piedi del Vesuvio.
Più tardi cercheremo le risposte…
quando improvvisi affanni appanneranno
sull'uscio evanescente della notte
residui specchi di perduto cielo.
Ci troverà consunti di carezze lo scialle trasparente della luna!..



Per una fiaba in più
Vincenzina Di Muzio, Manoppello Scalo (Pe)

Una mulattiera
strappata alla montagna
si getta nei crepacci
a volo libero
e in punta di piedi
mi tiene in equilibrio
sul mondo.
Su di me galleggia
un cielo di libertà,
trafitto dal solo canto
della luce,
sotto di me si incava
una terra selvaggia,
frantumata dalla voce
di un torrente.
Laggiù,
nello scampolo di tratturo,
la pieve è una minuscola
massa bianca che racconta
di una vita ovattata
ferma al tempo in una fiaba.
E, smemorata nell’infanzia,
in bilico
ma senza fremito
mi ritrovo a mordere
l’eternità.

 

3. In volo sulle montagne
Stefano Ristori. Legnano (Mi)

E candido mi sollevo.
Mi libro in volo come giocosa foglia,
danzante tra refoli di vento
che mi accompagnano in questo viaggio,
sorvolando le montagne.
Tra i vessilli di nubi
in cima alle sommità innevate,
ammiro l’asperità delle rocce,
intarsiate dai ghiacci
nei loro marcati lineamenti.
Mi scosto abile dai crinali,
scoprendo specchi lacustri
di acque cristalline,
protetti come tesori inestimabili
da quelle vette torreggianti.
Viro con eleganza,
fino a planare nell’intimità delle colline,
seguo un sentiero, serpeggiante tra i boscosi declivi,
scendendo via via
ad incontrare campi di smeraldo,
punteggiati da piccole abitazioni.
Con l’incanto vivo negli occhi
il percorso si conclude,
e mi poso dolcemente,
oltre la verde pianura della valle.

4. Montagna
Gilberto Germani. Solaro (Mi)

Timidamente e con rispetto
mi avvicinai a te.
Respirai il tuo respiro,
accarezzai i tuoi fianchi,
bevvi alla tua fonte.
Mai un alterco,
mai un bisticcio.
Armonia d’intenti
ed armonia di vita.
Una sola volta mi rifiutasti
… e mi salvasti.
Un giorno ritornerò
… e sarà per sempre.

 

 

5. Geometriche emozioni
Gloria Venturini. Lendinara (Ro)

Altissimi fusti – cattedrali naturali –
coperti di muschi, disegnano
ombre geometriche, innalzano
all’immenso azzurro la verde vita del bosco.
Ricami intrecciati da flessibili rami
adornati di foglie, splendono d’oro
nel rosso del tramonto.
Dipingono le fronde, con colori di luce,
incanti di ruscelli lontani,
bagnati di canti e richiami.
Poligoni di ragnatele brillanti
appese agli arbusti arpeggiano
con gocce lucenti appena toccate dal vento.
Pentagoni regolari di foglie tremanti,
rettilinei di canne e di tronchi, con zufoli
d’arbusti cantano insieme l’eterno dei boschi.
E quando dolce cala la sera,
raggi di sole s’infilano ancora
nella trama della foresta, coronando
l’infinito disegno divino, per unirsi
ancora una volta al respiro della vita,
con un grande gesto d’amore,
come il canto di una preghiera.

 

 

6. Malinconico orgoglio
Emanuele Cavalli Gambara. (Bs)

Sole d’oriente!
Hai scolpito la mia carne, e con splendore spavaldo
gli hai dato vita.
Mi hai sciolto nel profondo dei tuoi sogni.
Mi hai difeso con i tuoi migliori anni.
Rovo sulla roccia!
Scruti e osservi il mondo con il tuo sguardo schivo e
irriverente e come glicine nodoso lo avvinghi.
Nebbia d’autunno!
Nascondi i nostri silenzi con incedere elegante, mi
accarezzi dal profondo con struggente solitudine.
Come un temporale d’estate, bagneremo forse
un giorno l’arsura di parole mai dette.
Riusciremo a schiudere gli occhi su aurore nuove,
cosi che le nostre bocche si sciolgano,
e le anime si liberino leggiadre,
allora sarà essenza sublime di quiete interiore.

 

 

7. 22 NOVEMBRE Lee Harvey Oswald
Luca Liberti Battipaglia, Sa

Lascio precipitare le ultime ansie in un fitto vortice di stelle, come fosse polvere.
Senza comprendere il senso della mia ostinazione, plagio l'ennesimo brandello del mio presente marcio, fetido, ostinato.
Rivedo te nuda e scrollo il viso.
Sento freddo, poi caldo.
Sudo, evaporano cellule d'anima, le sento scappar via, sfuggirmi, verso l'alto.
Ho ancora paura, come fosse il primo giorno d'eclissi che vivo.
Ritorno in me, in un istante frenetico, provo a pregare ma non riesco a mentirgli.
Affondo l'indice, ho ancora freddo.
Sento la luce accecarmi, poi non sento, stordito.
Poi torno ad udire, il fuoco ardente nelle carni.
Abbasso lo sguardo, intimamente.
Crude, mentite spoglie più limpide del cristallo, parlano del mio peccato a chi non offrirò mai più il mio sguardo, il mio crine.
Ritorno a fuggire dal mio corpo come un impavido e folle condottiero di un'armata di ciniche, immortali menzogne.
Poi, finalmente, respiro.

 

 

8. Non sono
Alessia Mocci. Villacidro (Ca)

Tu non parli, fissi il mio corpo e non parli.
Il paradiso miltoniano è in rivolta
Lo insulti profanandolo.
Le Sue belle parole:
strato agglomerato di licenze poetiche
nel quale l'uomo è oggetto di studio
e, nel quale Io rimango a contemplare menzogne.
Tu non vedi, fissi il mio corpo e non vedi.
La devota montagna dantesca
Ha un solo gradino isolato
Io, rifugiata nel puro pensiero,
ed, amata dalle false rime
coltivo il mio appezzamento di terra
cercando di creare la vita dal nulla.
Tu non senti, fissi il mio corpo e non senti.
Io non sono una delle sue uova,
non ho venduto l'anima in cambio della vita eterna,
non aspetto sotto un albero,
non ho mai visto mangiare carne d' ippopotamo putrefatto,
non ingrosso di lacrime quel falso fiume,
non sono impazzita per le sue armi,
non sono la piaga e il coltello.

 

9. Verrà, verrà quel tempo…
Armando Romano (Ro)

Verrà,verrà quel tempo…
Verrà,verrà quel tempo…
Di me resterà solo un’immagine
in una foto destinata a sbiadirsi…
Resteranno anonimi il bene ed il male
che ,vivendo,ho fatto ai miei simili.
Forse Inferno e paradiso sono anche questo…

Casa, 12.2.08

 

10. Sul sentiero, nel cuore della montagna
Matteo Dondi, Marciano di Romagna (Rn)

Porta dentro
Un po' di cielo
Di mattina
Di buon ora
Sul sentiero bianco
Nel cuore della montagna
Liberarlo
Sarà come
Nascere di nuovo
E di nuovo fondersi
Nell'indefinibile
Brivido ineffabile
Che ci circonda.

 

11. Aria d’alte vette
Daniela Bruni Curzi, S. Benedetto del Tronto (Ap)

S'annera la fronte del giorno,
zittisce l'epicentro del mondo,vacilla la luce.
Indietreggia e annoda le mani.
Aria d'alte vette, invadi le tempie e distanzi le cose.
Errare è fermare l'istante oltre lo scorrere
di micromomenti d'assenza.
Se ti rivedrò, scorrerò il tuo sguardo,
rovisterò nel tuo sparire, nel tuo esserci senza forma
a colmare il distacco nell'avvicinamento.
Ci sarà pure un tempo del senso
e rimarrà incessante?
Alito d'un Dio fossile e lontano
giungerai di nuovo a noi?
Disceso dai picchi e dai nevai
mi ascolterai?
Mi presterai i tuoi occhi,
ch'io possa vedere ciò che non vedo?
E sarai, ancora e ancora,
fascio di luce che sgretoli ogni muro.
Vieni, gentile assai.
Vieni a cercarci nella notte.
Io ci sarò.
E ci sarà pure la luna piena.

 

12. L’eco di te
Azzurra Lorenzini (Pi)

Amerei anche l’ eco della tua voce
Quando fioca si sveglia e mi sussurra la vita
L’ amerei riascoltandola lietamente tra i miei respiri
Quando il cuore si posa un attimo
Sospeso in un gemito
Vorrei udirlo nei silenzi delle mie notti
Sudate,
affannate
per lenire la penuria
di parole colme di premura…
ma lontane…
Sprofondate nell’ oscurità della notte.
All’ alba i miei occhi si destano
Tra le luci fioche della città
E melodie discrete pervadono i corridoi .
Ti cerco in ogni angolo di questo paradiso mancato.
Ti avverto nel ticchettio del vecchio orologio
O nel cinguettio di un uccellino sul parapetto
Riempi ogni istante di dolci battiti già vissuti
E l’ eco di ogni tua dolce favella
Rinsalda il cielo al mio orizzonte.


 

MENZIONI SPECIALI

 

1. Ricordo tra i monti
Selene Coccato Tovo S. Giacomo (Sv)

Scivola una lacrima
nel ricordo di un attimo
infinito.
Fu pura bellezza,
tra la calma di un verde che,
come una cascata,
illuminò la mia vita,
anche ora che,
lontana,
solo il mare mi sussurra.

 

2. Autunno
Rosario Castronuovo. Fiorano (Mo)

Profuma di neonato
la zolla
aperta dall'aratro
che violenta la terra

c'è una quercia al centro del campo,
aspetta aratori che urlano
e guidano pariglie sul solco
rotondo, a forma di pane

intorno al campo il bosco tace
attende le prime piogge,
solleticano funghi
sulla pelle di muschio

la tortora prepara il viaggio.

 

3. L’ascesa invernale sul Gran Sasso
Tonino di Natale (Te)

Passo dopo passo mi avvio,
per l’ascesa invernale,
sulla neve cristallina
del roccioso Gran sasso.
Un secco vento di tramontana
sussurra, di sbieco,
lungo le pendici
del “gigante che dorme”.
Il vento sbuffa rumoroso
mentre la vetta si copre
di insidiose nuvole plumbee
che si rincorrono silenziose.
Le folate di vento cessano
e abbondanti cristalli di neve
rotolano lungo i pendii,
imbiancando le cime degli alberi.
L’ascesa è piacevole
ma faticosa; si fa sera,
nuvole bianche si sfilacciano
e volano alte sulla vetta.
Il sole è oltre l’orizzonte,
i monti s’imbruniscono
e un manto di nuvole rosa e dorate
avvolge lo spendente massiccio.

 

4. Valigie
Laura Bossi Gaggiano (Mi)

Valigie di vita, pesanti di scarpe che hanno
marciato, di sciarpe che hanno mangiato la neve,
di lunghi cappotti sgualciti dal vento
e zeppe di me.
Di me mentre mento a viole e giacinti,
di te mentre stringi speranze lontane,
di me mentre mangio biscotti d’amore,
di te mentre annaspi nel mio divenire.
Le poso sul prato, sono solo fagotti
che prima di andarmene non disferò.
Se viene un facchino, domandagli il piano,
regalagli un soldo e fagli areare
per bene la stanza: che passino tutti
i raggi del sole.
Ci sono bagagli che pesano meno
di un soffio, di un velo, si portano bene
nascosti nel fondo di ampi sospiri.
Ombrelli di sogni, per piogge e pietà,
mantelli di amianto per fuochi di rabbia ,
coperte di risa per gelidi abbracci.
E aculei sul cuore.

 

5. Profilo di Maiella
Marina Ulisse (Rm)

Nel tenue rosa settembrino s’adagia
silente e placido di Maiella il profilo
ad accogliere il tramonto del giorno
fra striature di neve fuori stagione
Argenteo specchio è il mare laggiù…
Mite zefiro accarezza lo sguardo
che languido volge alla Montagna Madre
fra odori di mosto che il cuore inebriano
placando la mestizia dell’ultima notte
Vele sull’acqua come farfalle sospinte…
Sì dolce è l’ultimo scampolo d’estate
che tiepido sfiora la terra d’Abruzzo
forte e gentile quale fiore tra le rocce
tra cui sboccia alle avversità sorridendo
Pallida luna a foggia di falce fa capolino…
Giunge la sera mentre il profilo scompare
ingoiato dalla luce d’un tappeto di stelle
che guida il mio viaggiare verso ponente
fino al ritorno a quell’amato paesaggio
Ad occhi chiusi l’aria natia ancora respiro …

 

6. Non sono
Alessia Mocci. Villacidro (Ca)

Tu non parli, fissi il mio corpo e non parli.
Il paradiso miltoniano è in rivolta
Lo insulti profanandolo.
Le Sue belle parole:
strato agglomerato di licenze poetiche
nel quale l'uomo è oggetto di studio
e, nel quale Io rimango a contemplare menzogne.
Tu non vedi, fissi il mio corpo e non vedi.
La devota montagna dantesca
Ha un solo gradino isolato
Io, rifugiata nel puro pensiero,
ed, amata dalle false rime
coltivo il mio appezzamento di terra
cercando di creare la vita dal nulla.
Tu non senti, fissi il mio corpo e non senti.
Io non sono una delle sue uova,
non ho venduto l'anima in cambio della vita eterna,
non aspetto sotto un albero,
non ho mai visto mangiare carne d' ippopotamo putrefatto,
non ingrosso di lacrime quel falso fiume,
non sono impazzita per le sue armi,
non sono la piaga e il coltello.

 

7. Settant’anni e il mare
Cinzia Dellagiovanna. Piasco (Cn)

Mi sono seduto
Ad ascoltare il respiro del mare
Così ampio
Mi carezzava le rughe
In un soffio acrobatico.
Mi sono seduto
E ho aspettato che l’onda
Mi lambisse i piedi
Per sentire quel freddo
Pizzicare la pelle.
Ho visto il moto eterno
Della risacca
Ho abbracciato con un dito
L’orizzonte
Era troppo per me
Abituato a restare all’ombra dei monti
A guardare il ventre dorato
Delle carpe nel torrente.
Ho chiuso gli occhi
Ho lasciato che il mare
Giungesse su tutti i miei anni
Vasto.
Settant’anni non sono troppi
Per vedere il mare.

8. Crataegus Oxycanta
Olivia Marinello. Barbona (Pd)

Speldor fugace,
per l'altre piante invidia certa,
leggero t'accarezza batuffolo di coccole,
l'occhio dell'esteta.

Sussurra la primavera alla tua fatua chioma
che il freddo vento,
ancor prima del tempo scelto,
a neve gaia scrolla.

Pioggia di fragili corolle
e il verde prato si copre a festa
sotto i rami spogli della beltà maestra.

L'ultimo fiore sull'alto ramo solitario,
quell'ultimo volo diniega,
stagliato nel turchese lassù,
tra l'ardir minuto delle
prime foglie.

 

9. La cima del monte
Rita Speca. Osimo (An)

Trapunge il viso
sotto al cielo bioccato
il vento che incalza
e scheggia di eterno lo specchio.
Lassù, tra le nubi, Ti vedo.
E arranco.
Sempre più su,
oltre le nebbie d'indifferenza,
tra rivoli di sentieri in cui mi perdo.
La mano dell'Artista tinge con pennelli di seta
le rocce di scarlatto.
E scroscia una pioggia di fiori,
canta la voce del Silenzio
tra vortici di danze selvagge.
Sei più vicina,
ed è odore di primavera.
Gioco coi pensieri,
vivo le Emozioni.
Sono, goccia a goccia.
Avida, la bocca affamata
si colma dei sapori alpestri
che obliano nel Tuo eterno Grembo
una storia di note scordate.
E finalmente giungo a Te,
per ritrovare un amore di Madre.

 

10. La vetta
Flavio Bucci. Città di Castello (Pg)

Sentiero del bosco
appena tracciato tra i faggi
porti alla cima
spazzata dal vento.

L’orizzonte è azzurro
lo sguardo si perde tra i monti.
Ai piedi l’orgogliosa pazienza
la fatica dolente, la solitudine eccelsa
dei villaggi d’altura
immediati.

Il cuore è trepido, attende
il riposo. Il respiro si quieta
nel petto.
L’anima è calma
di pace.

Il punto geodetico dice la quota: m 1730 s. l. m. .
Mi siedo sulla roccia singhiozzando.

 

11. Uno strano inverno
Ines Gastaldi Carretto (Sv)

Piangono alberi nudi
gocce di brina sciolta al sole,
cantan gli uccelli come a primavera
in quest' inverno strano senza neve.
S'è schiuso un fiore giallo
in un nascosto anfratto
tra spinosi arbusti e pungitopo
e, grande paradosso,
iridescenti guizzi sparge
d' una sorgente il gelo.
Se può sbocciare un fiore
accanto al ghiaccio di una fonte
appenderò a rami spogli
i ricordi più tristi e amari,
poi lascerò che il vento
li riduca a brandelli
e con se li porti lontano,
lascerò la porta aperta ai sogni,
perché i sogni non fanno rumore
sono come voli di farfalle
silenziosi, leggeri e variopinti.

 

12. Triste Signora Blu
Tiziana Monari. Prato (Fi)

Quella terra madre
triste signora blu
selvaggia farfalla giapponese

ha occhi caldi di novembre
tamburi battuti in lontananza

ombre di fuoco ai fianchi
memorie di incontri e distacchi
favole e miti
fate e folletti.

Ingoia lenta
rabbia e poesia
in addii nascosti alla speranza

e si finge Aiace
in un inverno di parole

regina di spade
con i fantasmi alle finestre

ad accarezzare vecchie lune
occulta di mistero e magia.
Infinita terra di Dio.