
Omelia del Vescovo | Programma delle celebrazioni | Poesia
E' stato S.E.R. Mons. Tommaso Caputo, Nunzio Apostololico in Malta e Libia, ad aprire solennemente le celebrazioni per il primo centenario della presenza dei Missionari dei Sacri Cuori in Afragola.
Alle ore 11.30 il vescovo si è recato in visita al Santuario.
E' stato accolto dal Rettore della casa, p. Luigi Arena, dal Vicario Generale p. Angelo Terracciano, dai sacerdoti della comunità, p. Michele Paradiso e Padre Simon Fernandez, dai seminaristi e da numerosi fedeli accorsi da tutta la città.
Alle ore 12.00 è iniziata la celebrazione eucaristica e al suo ingresso in chiesa Mons. Caputo ha scoperto e benedetto la lapide a ricordo del centenario. Alla celebrazione era presente l'on Pina Castiello e numerose autorità civili.
Il Vicario Generale ha rivolto il suo saluto invitando tutti a partecipare alla gioia della ricorrenza. Ha espresso, inoltre, ringraziamento e gratitudine al Signore per il bene che ha alargito attarverso la presenza della Comunità lungo tutti questi anni.
Il Vescovo, durante la sua omelia, ha sottolineato in particolar modo come i padri, durante questo arco di tempo, "hanno continuamente escogitato forme nuove per essere vicini ai giovani, agli adulti, alle persone in difficoltà: l'oratorio e la mensa caritas sono una delle espressioni di tale apostolato. Tutto però è finalizzato ad aiutare le persone a rinascere nell'intimo. E i nostri Missionari dei Sacri Cuori si sono distinti come apostoli del confessionale, accogliendo tutti e dispensando a piene mani il perdono e la misericordia di Dio. Per tutto ciò e per tanti altri motivi, per l'esempio di zelo e di generosa dedizione, il popolo afragolese deve essere profondamente grato ai Missionari dei Sacri Cuori per il gran bene ricevuto".
Ha concluso la celebrazione l'intervento del Rettore, il p. Luigi Arena il quale, a nome dell'Istituto, ha ringraziato Mons. Caputo per la sua presenza. Ha ricordato poi il lavoro svolto dai padri e ha sottolineata la necessità di affondare oggi le proprie radici per costruire un futuro pieno di speranza.
Riportiamo il testo integrale dell'omelia pronunciata durante la celebrazione da S.E.R. Mons Tommaso Caputo
11 novembre 2007
Santuario del Sacro Cuore in Afragola
XXXII Domenica del Tempo Ordinario - C
Col cuore in letizia, ai piedi della venerata statua del Sacro Cuore, grati ai cari Padri che ci accolgono in maniera così cordiale, ci ritroviamo intorno all'altare per la celebrazione del Santo Sacrificio della Messa, nel ricordo del centenario della presenza dei Missionari dei Sacri Cuori in Afragola.
Ognuno di noi porta nel cuore intenzioni speciali. Affidiamo tutto all'intercessione della Vergine Santa, al suo Cuore Immacolato.
Disponiamoci a celebrare bene l'Eucaristia, mettendo nelle mani di Dio la nostra vita, implorando la Sua misericordia sulle nostre mancanze.
Benedetti i Sacri Cuori! Oggi e sempre.
E' festa grande quella di oggi. Ricordiamo il centenario dell'attività apostolica dei Missionari dei Sacri Cuori in Afragola. E' una storia bella e sacra, che coinvolge tanti; anche me che sono stato per tre anni alunno dell'Istituto Sacri Cuori - dall'ottobre 1958 al giugno 1961 - come scolaro di quarta e quinta elementare e poi di prima media. I ricordi sono tanti e grati verso i benemeriti Padri dei Sacri Cuori, e - nonostante i diversi impegni - non potevo non accettare il cordiale invito del Padre Superiore a celebrare con voi questa Eucaristia.
Vi dicevo che la storia dei Missionari dei Sacri Cuori in Afragola è una storia bella e sacra. Inizia, cento anni fa, da un atto di carità di uno zelante e dotto sacerdote di Afragola il Canonico Castaldo Tuccillo, studioso ed autore di testi di teologia morale, che desiderò destinare la sua casa ed il terreno annesso "ad un'opera santa". Il 6 settembre 1906 la Congregazione dei Sacri Cuori accolse il dono, con un atto notarile. Furono quindi chiesti i permessi all'Autorità ecclesiastica per aprire un convento in Afragola e, circa un anno dopo, il 23 ottobre 1907, "tre padri e tre studenti" vi arrivarono verso sera "all'ora del tramonto", incominciando la loro attività apostolica. "Si iniziò con un corso di esercizi spirituali a tutto il popolo e ... tante anime furono purificate dalla grazia".
Nelle cronache dei primi anni, assume un rilievo particolare P. Vincenzo Pennino, che fu Rettore per circa 25 anni, a partire dal gennaio 1910.
Egli darà "un'impronta indelebile, personale, al sorgente Istituto". Viene ricordato come "uomo dal carattere adamantino, dallo spirito di sacrificio che risente l'eroismo, dalle vedute nobili e programmatiche .... ma soprattutto uomo di preghiera e di amor di Dio". Fu lui l'iniziatore, il realizzatore di questo maestoso tempio dedicato al Cuore di Gesù. Il 29 giugno 1911 fu benedetta la nuova statua del Sacro Cuore, che fu portata per la prima volta in processione per le strade di Afragola il 2 luglio 1911. Circa un anno dopo, il 19 maggio 1912, con la posa della prima pietra, iniziavano i lavori per la costruzione della nuova chiesa. Nel frattempo i Missionari dei Sacri Cuori si dedicano instancabilmente alle loro attività apostoliche, predicando corsi di Esercizi spirituali ad Afragola e nei paesi limitrofi e celebrando con solennità la Santa
Liturgia nella prima cappella, che funzionava da Chiesa e che corrispondeva all'attuale sacrestia, invitando anche da fuori valenti predicatori. Ponevano particolare cura alla preparazione dei bambini alla prima comunione, alla catechesi degli adulti, all'amore verso i più lontani.
Intanto, "con la costanza di P. Pennino e col contributo di generosi afragolesi", la costruzione del tempio si realizzava. Il 1 giugno 1923 veniva benedetta la nuova campana (dal peso di 6 quintali), ed il giorno dopo, 2 giugno, veniva benedetta la nuova chiesa e celebrata per la prima volta la Santa Messa. In seguito, nel 1928, fu costruito un maestoso altare e, poi, col tempo, nei decenni successivi, il Santuario è stato sempre più abbellito.
Nel 1945, il Rettore P. Salvatore Altieri (un altro Missionario, che tanti di noi hanno poi conosciuto), rendendosi conto che in Afragola non c'era una scuola media, gettò le basi per farla sorgere nel suo Istituto. P. Altieri aveva ben presente quanto potente fosse la scuola come mezzo di apostolato. E chi è stato poi alunno dell'Istituto Sacri Cuori rammenta con particolare riconoscenza la formazione ricevuta.
Poi, nel corso degli anni, per le mutate condizioni, i Missionari dei Sacri Cuori hanno continuamente escogitato forme nuove per essere vicini ai giovani, agli adulti, alle persone in difficoltà: l'oratorio e la mensa caritas sono una delle espressioni di tale apostolato. Tutto però è finalizzato ad aiutare le persone a rinascere nell'intimo. Ed i nostri Missionari dei Sacri Cuori si sono distinti come apostoli del confessionale, accogliendo tutti e dispensando a piene mani il perdono e la misericordia di Dio.
Per tutto ciò e per tanti altri motivi, per l'esempio di zelo e di generosa dedizione, il popolo afragolese deve essere profondamente grato ai Missionari dei Sacri Cuori per il gran bene ricevuto.
Ricordando i Padri che ho personalmente conosciuto, ripenso ad apostoli pieni di gioia, impegnati nella diffusione della Parola di Dio e nel dispensare la grazia dei Sacramenti della Chiesa, seguendo l'esempio luminoso del fondatore, il Beato Gaetano Errico. E' Lui che ci convoca idealmente quest'oggi.
La luce divina ricevuta dal Beato Gaetano Errico e donata anche a noi attraverso i Missionari dei Sacri Cuori ci riporta all'esperienza mistica di una suora francese che sarà poi proclamata Santa dalla Chiesa: Margherita Maria Alacoque, alla quale nel 1675 Gesù così diceva: "Ecco il cuore che ha tanto amato gli uomini... che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore, e per riconoscenza non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudine".
E' il Cuore di Gesù, trafitto nel più profondo dal dolore misterioso sperimentato sulla croce: "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?". Quel Cuore, sulla croce, è diventata la sintesi di tutti i dolori universali.
San Francesco di Sales insegnerà in seguito la necessità di un contraccambio da parte nostra: "Rendetegli dunque amore per amore, e non dimenticate mai Colui che l'amore ha spinto a morire per noi". E' una risposta d'amore che ha poi assunto la particolare caratteristica della "Consacrazione al Cuore di Gesù". E noi sappiamo che i nostri Missionari dei Sacri Cuori sono stati fin dall'inizio instancabili promotori della "consacrazione delle famiglie al Cuore di Gesù". Il Cuore di Gesù, il Suo Cuore - il Suo Amore - ha bisogno del mio cuore, del mio amore.
Papa Pio XII, nell'Enciclica Haurietis acquas, sul culto al Sacratissimo Cuore di Gesù (del 15 maggio 1956) scriveva: comprendiamo come "il Cuore di Gesù sia il cuore di una persona divina, cioè del Verbo Incarnato, e pertanto rappresenta l'amore che Egli ha avuto ed ha ancora per noi. E' proprio per questa ragione che il culto da tributarsi al Cuore Sacratissimo di Gesù è degno di essere stimato come l'espressione ideale (absolutissima professio) di tutto il cristianesimo ... Non esitiamo a proporre la devozione al Cuore Sacratissimo di Gesù come la scuola più efficace della carità divina".
Il Cuore di Gesù chiama il nostro cuore. Dobbiamo dilatare il nostro cuore sulla misura del Cuore di Cristo. Il Suo Cuore, il Suo Amore, ha bisogno del mio cuore, del mio amore. I Missionari dei Sacri Cuori ci hanno insegnato che, insieme con Gesù, ci dobbiamo fare fratelli che vanno in cerca del fratello lontano; ci hanno insegnato che dobbiamo essere le mani di Gesù che sollevano chi è caduto, anche chi si è impigliato nelle spine del peccato.
E' una grande scuola! Man mano che rispondiamo alla grazia, amando con i fatti Gesù nei nostri fratelli, sentiamo il nostro cuore rassomigliare a quello di Gesù, dove tutto è leggero, purissimo. Ciò avviene quando facciamo spazio allo Spirito Santo nella nostra vita e ne seguiamo la voce.
E la Madonna Santa, col suo Cuore Immacolato, diventa nostro modello in questa impresa. Proviamo ad immaginare il rapporto che passò qui in terra fra il Cuore di Gesù ed il Cuore di Maria. Il mistero dell'amore divino ed umano tra due cuori: il cuore del Figlio di Dio e figlio di Maria e il cuore della stessa Maria, che ha permesso col "SI", sgorgato dal suo cuore verginale, l'incarnazione del Figlio di Dio.
Ci accorgiamo quindi, che i Missionari dei Sacri Cuori hanno portato in Afragola un messaggio di vita e di speranza, in linea con le parole di Gesù nel Vangelo di oggi: "Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi".
Rivediamo allora brevemente il messaggio del Vangelo di oggi.
Gesù si confronta con una storiella che gli presentano i sadduccei che qualche persona astuta del tempo aveva inventata per ingannare gli avversari e per far cadere nel ridicolo quelli che affermano la risurrezione dei morti: il caso dei sette fratelli che sposano successivamente una stesa donna e muoiono senza lasciare figli. Alla fine i sadducei pongono il tranello a Gesù con questa domanda subdola: "Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie".
Mentre speravano di intrappolare Gesù, si rendono conto di essere caduti essi stessi nella trappola che avevano teso: Gesù rifiuta un modo così grossolano di concepire la risurrezione e innalza a un livello di purezza il caso scabroso che i sadducei gli avevano presentato. La vita eterna è un'altra cosa. Nella vita futura gli uomini saranno come angeli di Dio. E a favore della verità che essi negano, c'è la testimonianza di Mosè, il quale ha ascoltato il Dio vivente che nel roveto si è rivelato non come il Dio dei morti ma come il Dio dei vivi.
Questo messaggio di Gesù è un messaggio di speranza, soprattutto nei momenti in cui cadiamo nello scoraggiamento e anticipiamo la nostra morte con il peccato. Il nostro Dio è il Dio dei vivi. Questo messaggio di Gesù è un messaggio di gioia per tutti quelli che in qualche modo sentono la tentazione dello scoraggiamento. Bisogna aprirsi con fede alla presenza del Signore e sentirci pieni di vita. E' un messaggio di gioia per tutti noi: siamo chiamati ad essere seminatori di gioia e di speranza in questo mondo, predicando e diffondendo la Parola di Dio.
La parola e l'esempio dei Missionari dei Sacri Cuori nei cento anni di presenza ad Afragola è una testimonianza mirabile che "il nostro Dio è un Dio dei vivi". Essi sono stati seminatori di vita, di gioia e di speranza!
Concludiamo. Questa celebrazione vuole avere i caratteri della memoria, della gratitudine e della continuità. Mentre ricordiamo la storia bella e sacra dei cento anni di presenza dei Missionari dei Sacri Cuori in Afragola, mentre sgorga spontanea la lode a Dio ed il ringraziamento alla Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori, oggi vogliamo riprendere il cammino con una coscienza nuova. Il campo di azione è ancora grande. Con i nostri Missionari dei Sacri Cuori noi tutti ci impegniamo a testimoniare nelle azioni, nell'attenzione e nell'amore ai fratelli, nell'annunzio del Vangelo della misericordia, che il nostro Dio è Dio dei vivi e non dei morti. Grazie di cuore, carissimi Padri! Grazie a nome di Afragola tutta!
Facciamo memoria con voi, lodiamo Dio con voi, continueremo con voi!
Benedetti i Sacri Cuori!
Oggi e sempre!
‘O CENTENARIO DE' SACRI CUORI
E' stata overo ‘na benedizione,
nu dono ‘e Dio chesta congregazione,
ch'è arrivata dint''a chesta città
precisamente nu secolo fa.
Accussì ‘e missionari ‘e “Sacri Cuori”,
d''e megli virtù fervore e splendore,
tantu bene hanno saputo purta'
sull'esempio concreto ‘e santità,
c'ha lassato ‘o beato Fondatore
Gaetano Errico, ‘a ggloria d''o Signore.
Disponibili sempe e aggraziatielli
pàssene comme tanti santarielli.
‘A tutt''a ggente stimati e amati,
‘sti missionari angeli so' stati:
padre Panariello e padre Pennino,
padre Russo Raffaele e Natalino,
padre Di Donna e padre Terracciano,
padre Tuccillo e padre Napolano,
padre Loffredo e padre Altieri,
padre Salerno e padre Bottiglieri,
padre Russo Giuseppe e padre Arpino,
padre d'Onofrio e padre Carrieri,
padre Ciampa e padre De Biase…
Ognuno ‘e lloro, mo, d''o paraviso
ce fa nu zenniariello e nu surriso.
‘Stu centenario vo' significa'
‘o trionfo d''a fede e ‘a carità.
Ai missionari attuali avimma di':
“Auguri ‘e continua' sempe accussì!”
Gennaro Piccirillo
