Gaetano Errico: un santo per il Terzo Millennio
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da "L'Araldo dei Sacri Cuori"

Il giorno 2 dicembre 2010 si è tenuta nel salone del Museo Diocesano di Napoli la presentazione del libro Santuari di Raffaele Bussi. Un romanzo storico sulla vita del nostro Santo Fondatore Gaetano Errico. Un ottimo lavoro letterario che si fa leggere con piacere e ci introduce in un periodo storico importante per la nostra città di Napoli. Santuari non si riferisce a luoghi, ma è in contrapposizione ad altri santuari meno nobili e pone in risalto la realtà più intima di un uomo: Gaetano Errico, che ha saputo fare del suo cuore il santuario dell’amore di Dio. La storia consacra e conserva nella memoria dei popoli quei santi che hanno avuto un significato specifico, che sono stati un segno esplicito posto da Dio nel mondo per rimuovere e rafforzare la sua alleanza con i suoi figli. Ciò che rende un santo interessante per la storia della salvezza e lo conserva sempre attuale, anche con il trascorrere dei secoli, non sono gli episodi edificanti di cui è stato attore, ma è la svolta storica di cui, da solo o con altri, è stato protagonista, promotore o profeta.
Gaetano Errico nacque all’indomani della Rivoluzione Francese, sulla cui scia l’Europa cambiò profondamente il suo volto. La Chiesa visse uno dei periodi più drammatici della sua storia e il popolo cristiano era in preda alla confusione. L’ottocento, un periodo storico di grandi capovolgimenti politici e sociali, un secolo contrassegnato, anche nella sfera religiosa, da due opposte eresie: massoneria e giansenismo, convergenti nell’attentare alla fede cristiana.
Gli intellettuali erano schierati contro la religione in quella esaltazione della ragione come unico criterio di verità e di bene che, lentamente, era penetrata anche nella mentalità e nella vita del popolo. Fu il secolo dei livori rivoluzionari contro la fede e contro la Chiesa.
In questa contestualità storica e culturale, Gaetano Errico si trovò a difendere la fede del suo popolo, che sotto i colpi del razionalismo, non sorresse più i valori morali e religiosi.
Questo era giunto fin nei paesi agricoli e tra la gente semplice. Figlioli – osava dire Gaetano Errico – state attenti, non vi lasciate sedurre dai seguaci del demonio i quali adoperano tutti i mezzi per farci perdere la fede; siate forti, non vi lasciate sedurre. La fede è un dono di inestinguibile valore; meglio perdere tutto il resto che non questo preziosissimo dono.
Minacciato di morte, rispondeva:Oh, se potessi avere la bella sorte di dare il mio sangue per la fede e per la Chiesa. Era un periodo, quello di San Gaetano Errico, nel quale vi era un grande bisogno della Parola di Dio. Mentre il giansenismo predicava un Vangelo senza misericordia e senza amore, Gaetano Errico si faceva banditore della misericordia
divina e a tutti annunciava l’amore del Padre celeste e il sacrificio di Cristo. Mentre per molti predicare era pura retorica, per Gaetano è la vita che si fa parola, così come la vita intima di Dio si fece Parola nel Figlio e il Figlio divenne la Parola incarnata.
Il messaggio espresso attraverso la vita, la spiritualità e l’opera evangelica di Gaetano Errico è un messaggio pasquale che preannunzia il messaggio del Concilio Vaticano II. In docilità allo Spirito Santo il Cristianesimo deve purificare se stesso ed il mondo dal peccato e annunciare cieli nuovi e terra nuova, in cui stabile dimora è la giustizia (2 Pt.3,13).
Pertanto Gaetano deve attingere ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, indissolubilmente uniti, la carità Divina, che costituisce la veste essenziale di chi è risorto in Cristo. Tale veste si identifica con la testimonianza cristiana che nasce da quella cellula generativa, qual è la Parola di Dio, cresce con sacrificio e il dono di sé agli altri, fiorisce nell’Eucarestia, che trasforma e trasfigura i fedeli in Cristo risorto, offerto al Padre e ai fratelli e fruttifica nell’evangelizzazione del mondo (Card. Ursi).
La convinzione di Gaetano Errico è che il Vangelo parla ai cuori e, come dice Oviler Clement, le sole rivoluzioni creatrici della storia sono nate dalla trasformazione dei cuori.
Gaetano ha scelto di passare attraverso i cuori degli uomini ed è per questo che egli sceglie il rapporto diretto con ogni uomo, immedesimandosi con ciascuno di loro e accompagnandoli lungo il cammino della vita senza esercitare il potere su di loro, ma facendosi loro servo per condurli al Cristo.

E la gente lo accoglie. Tutta la gente. Particolarmente i poveri che non si sentono né giudicati, né rifiutati, ma accolti. Gaetano non ha paura di un confronto con mondi e idee diverse perché egli sa di possedere la stessa forza di Dio che lo ha mandato a rivelare l’amore Egli conosceva il mondo, la sua gente e non in modo puramente accademico, ma con la percezione di chi lo viveva e riesce a penetrarlo a tal punto sino a trasformarlo.
Il suo fu un ministero caratterizzato dall’arte di accorgersi di una umanità stanca, desiderosa di impulsi propositivi e semi di resurrezione. Chi veniva a contatto con lui poteva sperimentare la sua umanità e poteva appoggiarsi alla sua fede, anzi a crearsi una cultura della fede che è un modo di vivere, di pensare, di sentire.
Ciò che sembra irraggiungibile diventa possibile. Contro il dilagare di un senso di insicurezza diffuso nel suo tempo dalla presenza del Giansenismo egli costruiva la certezza dell’amore.
Gaetano Errico fu anticipatore profetico di quel metodo di evangelizzatore che il concilio Vaticano II avrebbe esplicitato e codificato e riassunto nel decreto sull’attività missionaria della Chiesa.

a) La presenza tra la gente

Gaetano Errico considera la missione apostolica come appiccicata alla pelle dei suoi missionari che devono essere sempre presenti in mezzo alla gente, segno profetico che mai deve venir meno. E’ una presenza permanente in mezzo agli uomini.

b) La testimonianza di una vita nuova.

Questa presenza diventa testimonianza, perché, prima che con le parole, vuole che i suoi missionari siano una predica continuata in mezzo al popolo. Ardenti dell’amore del cuore di Gesù e del Cuore di Maria, i missionari possono così annunciarlo e propagarlo tra la gente.

c) Il servizio della carità.

Presenza, testimonianza sono certamente fatti concreti. Ma la concretezza si percepisce maggiormente quando se ne verificano i risultati nei momenti di necessità, sia morale che materiale anzi, la presenza e la testimonianza acquistano valore dalla sincerità e generosità con cui ci si mette a servizio delle necessità del prossimo. La strada e il confessionale divennero, in realtà, i due luoghi privilegiati dell’azione pastorale di Gaetano Errico. La strada gli permise di incontrare l’uomo e il confessionale di fare incontrare l’uomo con Dio. Aperta la porta con la presenza e la testimonianza, manifestato l’Amore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria con il servizio della carità, Gaetano Errico diventa l’apostolo multiforme della Parola di Dio. Gaetano Errico non si limita a sopperire ai bisogni degli uomini, facendo diventare la sua casa, casa della provvidenza, dove i poveri si sentirono accolti, egli cerca di rimuovere le cause che li producono. In lui la parola si unisce all’azione.

Nella sfera dello spirito, attraverso la purificazione dell’uomo e l’abbandono nel cuore del Dio della misericordia. Nella sfera del sociale, rimuovendo le cause della povertà, non in modo assistenziale ma dando mezzi, perché con il lavoro delle proprie mani l’uomo potesse venirne fuori.

Nel risanamento morale, togliendo le ragazze dalla strada e affidandole a famiglie che potessero guidarle sulla strada della vita. Maestro, Gaetano Errico realizza una scuola globale a tempo pieno, per la vita e la crescita della persona nella fede. Egli è il vero educatore che accompagna gli alunni nel cammino della vita a realizzare in essa le verità apprese a scuola.
Si preoccupa di ciascun alunno, del suo ambiente familiare, della onestà dei costumi, della pratica della fede, sino a continuare in chiesa ciò che ha iniziato nella scuola.

I santi non sanno stare vicini a Cristo e lontani dal fratello. Gaetano Errico che nella sua vita si fece tutto a tutti, risvegliò quella fantasia della carità e trasformò il territorio di Secondigliano in una nuova Betania, dove ognuno si sente accolto. Egli non ha sognato un’opera grande agli occhi degli uomini, egli ha sognato l’opera di Dio nella sua storia. Quello di Gaetano è un messaggio di speranza. Gaetano Errico, ancora oggi, è vivo nella sua terra per dirci che, nonostante tutte le sofferenze e le prove del nostro tempo, dobbiamo impegnarci, dobbiamo lottare, dobbiamo amare, dobbiamo pagare di persona e che la speranza non deve venir meno. Cristo è con noi e non ci abbandona. Questo, ritengo, sia il motivo per il quale Gaetano Errico resta nella memoria e nel cuore di tanta gente e resta in quella eredità che ne prolunga la presenza nel tempo: i suoi missionari.


 
MISSIONARI DEI SACRI CUORI
DI GESU' E DI MARIA