14 Aprile - Casa Madre
Solenne Concelebrazione per il XVI CAPITOLO GENERALE
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di p. Vincenzo D'antico

Con una solenne concelebrazione presieduta dal Rev.mo Superiore Generale, p. Salvatore Izzo, si è aperto il XVI Capitolo Generale dei Missionari dei Sacri Cuori. L'evento è stato condiviso da turtta la comunità di Secondigliano che si è ritrovata nel Santuario dell'Addolorata e sulla tomba di San Gaetano Errico a ringraziare il Signore per la presenza dei Misssinari dei Sacri Cuori e a pregarlo perché il prossimo Capitolo Generale sia per tutti un'occasione di condivisione e di riflessioni sulle nuove sfide provenienti dal mondo e dalla Chiesa. Alla celebrazione sono intrevenuti tutti i gruppi missionari presenti nella comunità: il movimento dei laici, i volontari della mensa dei poveri, il gruppo dei portatori, il gruppo giovanile Emmaus, il coro e i ministranti.
Riportiamo integralmente il testo dell'omelia del Superiore Generale.

Foto della celebrazione

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Carissimi Confratelli,

anzitutto il mio fraterno saluto e un cordiale benvenuto a tutti voi che siete qui convenuti, quali rappresentanti eletti delle varie delegazioni della nostra Congregazione, a partecipare al prossimo Capitolo Generale. Con voi portate numerose esperienze missionarie e la vostra presenza colora il volto del nostro Istituto e lo arricchisce delle vostre culture, della vostra storia e delle vostre tradizioni. Grazie. La nostra Congregazione, con voi, oggi è più bella. Il tema del Capitolo Generale, che si apre domani con tre giorni di ritiro spirituale, è “Testimoni e Missionari sulle orme di Gaetano Errico”. E’ un tema molto bello e avvincente. Esso ci stimola a riscoprire la strada giusta e a ricalcare le orme posate nel suo cammino dal nostro Santo Fondatore Gaetano Errico, per essere messaggeri credibili d’amore nel mondo di oggi.

Testimoni. “Noi abbiamo visto e creduto e lo riveliamo a voi perché anche voi crediate”
Noi abbiamo visto il Dio fatto uomo,camminare per le strade del mondo, accompagnarsi ad ogni uomo, fare sua la nostra miseria e abbracciare la croce. Dall’alto del calvario Egli ci invita perché,crocifissi con Lui, noi possiamo risorgere con Lui all’alba del terzo giorno.

Missionari “Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, ne bisaccia, ne sandali…in qualunque casa entriate, prima dite:Pace a questa casa”(Lc.10,3). E noi siamo andati e andremo, senza potere, a mani nude e a piedi scalzi, accompagnandoci con gli uomini, tutti gli uomini, per trovare con loro la pace.

Abbiamo messo i nostri piedi sulle orme lasciate dal nostro Fondatore: Gaetano Errico.
Quelle orme, cari confratelli, hanno avuto inizio qui, in questi luoghi, in questa chiesa e sono orme ancora calde. Sono stampate nel pavimento della sua stanza. Sono le orme lasciate dalle sue ginocchia piegate in preghiera, ad indicarci che il cammino non lo si può inventare, ma nasce da una profonda unione con Dio. E’ Dio il principio, la forza che trasforma l’uomo e lo proietta verso la missione.

In questi luoghi, segnati dalla miseria morale e umana, Gaetano Errico visse la sua esistenza, amando il popolo della sua terra con tutto il suo cuore di fratello, di padre e alle esigenze degli uomini seppe accostarsi con delicatezza e comprensione, alleviando le sofferenze e indicando la strada del ritorno all’amore misericordioso di Dio che tutti abbraccia, tutto perdona e a tutti offre la speranza di una vita nuova.

Gaetano Errico comprese che c’è una povertà del cuore, dei sentimenti, la povertà procurata dal peccato che taglia i ponti per raggiungere Dio, la povertà di chi nelle tenebre non riesce a scorgere la luce. Per questi poveri Gaetano Errico fu, in modo particolare,il cireneo,il samaritano. Ed egli non li attese, né li giudicò, ma andò loro incontro, fece il cammino insieme sulla via della sofferenza e li abbracciò con le braccia della misericordia di Dio.

Le sue orme sono qui, in questa chiesa, che lo vide, in estasi, abbracciato all’Eucarestia, fonte della sua spiritualità, radicata nell’amore e vissuta nella misericordia. E, all’ombra della sua Madre Addolorata,il più bel tesoro del suo cuore, Gaetano Errico costruì la sua santità.

Questa sera egli ci dice che la missione va incarnata nel nostro essere, appiccicata alla nostra pelle e vissuta nelle nostre comunità, per essere, poi, lievito di speranza nel mondo. Egli ci dice che, nonostante tutto, dobbiamo impegnarci, dobbiamo lottare, dobbiamo amare, dobbiamo pagare di persona, che la speranza non deve venir meno.

Cari Confratelli, noi siamo nati qui. Qui sono nati i Padri che hanno versato il sangue per la Congregazione, che noi ricordiamo e ringraziamo e per i quali offriamo questa Santa Messa.

Da qui noi vogliamo partire questa sera, per continuare il nostro cammino con una passione rinnovata, con slancio apostolico, con grande speranza, con una rinnovata comunione sempre più grande tra di noi e costruire un futuro pieno di speranza.

Mi sembra di ascoltare ancora la voce del nostro Fondatore:“Andate – ci dice – predicate il Vangelo,annunziate l’Amore dei Sacri Cuori, convertite le anime. Io rimango qui a pregare per voi”.

Cari confratelli, noi andiamo. Senza paura. Non siamo soli e non lo saremo mai. Pronti ad affrontare le sfide del nostro tempo. I Sacri Cuori di Gesù e di Maria sono la nostra forza e la nostra vittoria.

P. Salvatore Izzo

 


 
MISSIONARI DEI SACRI CUORI
DI GESU' E DI MARIA