
Si è celebrato sabato, 14 aprile 2007, il V anniversario della Beatificazione di P. Gaetano Errico. Per l'evento, Mons. ANGELO COMASTRI, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, ha presieduto una solenne concelebrazione nel Santuario dell'Addolorata, a Secondigliano. La visita di Mons. Comastri alla comunità religiosa dei Missionari dei Sacri Cuori è iniziata nel primo pomeriggio. Si è trattenuto a lingo con il Superiore Generale, P. Salvatore Izzo, e il Postulatore Generale, P. Luigi Toscano, e con la comunità di Casa Madre. Prima della celebrazione ha visitato i luoghi e i ricordi del Beato Gaetano Errico sostando particolarmente nel museo e nella sua stanza.
Numerosi i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione presieduta dal vicario del Santo Padre e concelebrata dal Padre Generale e dai sacerdoti della comunità. L'entusiasmo e la devozione dei fedeli hanno colpito molto Mons. Comastri il quale, dopo la cerimonia, si è trattenuto a lungo con loro in affettuoso dialogo e offrendo a tutti la sua benedizione.
Durante l'omelia Mons. Comastri ha rivolto a tutti parole di incoraggiamento richiamando il valore della santità e della testimonianza autentica di fede e di preghiera. Ha iniziato infatti la sua omelia accennando alle cause della violenza e come questa più essere debellata definitivamente dalla nostra società.
(Dalla registrazione audio della sua omelia) "Quando esplode la violenza, non si capisce più il valore e la dignità della vita. In questa situazione i più esposti al rischio sono i giovani perché è difficile trasmettere ai giovani i valori che danno la vita. E' difficile convincere i giovani della bellezza e della necessità della fede. E' difficile far capire ai giovani che senza Dio la vita non è bella. [...] Nonostante questo clima di confusione e corruzione, anche oggi si trovano giovani splendidi. Ci sono perché ci sono stati i santi. Ancora oggi si incontrano persone che si chinano sugli ammalati e non ci sputano sopra, non li emarginano. Li accarezzano e li curano. Ci sono ancora persone che amano i bambini e credono nella vita. Che non gettano i bambini nel cassonetto. C'è ancora amore perché ci sono i santi. I santi ci hanno fatto capire la bellezza e la grandezza dei bambini. Ci sono ancora giovani che vivono oggi l'amore vero, l'amore puro, l'amore santo: l'amore che fa la famiglia. Se c'è qualcuno che vive ancora l'amore vero dobbiamo ringraziare i santi.
Quanto amore ha portato nel mondo Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II e, qui a Secondigliano, ancora avete nelle vostre case una luce di fede che vi illumina. Dovete ringraziare il Beato Gaetano Errico.
Talvolta si dimentica quello che è accaduto nel passato. Ma quello che voi avete, in gran parte, dipende dalla sua testimonianza, dalla sua fatica, dal suo esempio e dal suo sacrificio.
Il Beato Gaetano Errico è stato missionario. Non riusciva a star fermo, aveva il fuoco dentro. Sentiva il bisogno di raccontare agli altri la sua fede. Sentiva il bisogno di raccontare agli altri la sua gioia di essere discepolo del Signore. Di raccontare agli altri il Vangelo e la buona notizia che è l'unica buona notizia.
Quanto ha camminato il Beato gaetano Errico. Chissà quante volte sarà passato per queste strade e quante volte avrà lasciato preghiere e benedizioni lungo le strade attraverso cui camminate ogni giorno.
Ma perché Gaetano Errico correva ad annunciare il Vangelo?
Perché aveva capito che senza Gesù Cristo non si può vivere, senza di lui la vita non ha sapore. [...] Una persona lontana da Dio è persa. Ecco perché Gaetano Errico correva ad annunciare Dio perché sapeva che questa è la più grande beneficenza. I veri benefattopri del mondo sono i santi. Non sono i calciatori, gli attori... non sono i cantanti. Togliete i santi dal mondo e si muore disperati. Non si capisce più a cosa serve la vita. E il Beato correva per questo. [...] Chissà quante persone avranno ritrovato la pace, la gioia di vivere attraverso il Beato Gaetano Errico. E la gioia di quelle persone, oggi, arriva a voi. Oggi è patrimonio delle vostre famiglie. Oggi è luce per i vostri figli. Tenetela cara questa luce perché è il patrimonio più caro che voi possedete e il Beato Gaetano Errico, proprio perchè era amico di Dio, capiva che lontano da Dio si sta male. Ecco perché si sforzava di riportare la gente all'incontro con Dio. Ecco perché amava il confessionale. Perché il confessionale per lui era una vera e propria clinica dell'anima. Il confessionale cura le ferite, perché il perdono di Dio è la vera medicina per la nostra disperazione. [...] E' il perdono di Dio che ci fa vedere con chiarezza il senso delle cose e il loro valore. Il Beato gaetano Errico aveva capito che non si può annunciare Dio, non si può annunciare il Vangelo, non si può paralare di Dio se non si vive ala carità. E' la carità che ci permette di avere il timbro della voce di Dio. E' la carità che ci permette di far sentire all'uomo il battito del cuore di Dio. [...]
