19.10.2009 - Anniversario della nascita del Santo
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di P. Vincenzo D'Antico

Napoli, 19 Ottobre 2009

La Comunità di Casa Madre dei Missionarid dei Sacri Cuori ha celebrato il 218° anniversario della nascita di San Gaetano Errico con una solenne concelebrazione presieduta dal Rev.mo Superiore Generale, p. Salvatore Izzo. L'evento ha richiamato numerosi fedeli che hanno iniziato la settimana di preparazione alla festa del Santo con la meditazione sul tema: "Gaetano Errico e il Vangelo della misericordia". Particolarmente toccante l'omelia del Superiore Generale il quale ha richiamato il valore e la specificità della missione di San Gaetano Errico e dei Missionari dei Sacri Cuori.

 

RIportiamo il testo integrale dell'omelia del Superiore Generale.

Il mondo missionario è il mondo del semplice, del reale, del quotidiano non artefatto. Dove non si sente la necessità del creare l'irreale perché esso stimoli la nostra fantasia e dia sembianze a ciò che non è. Questo è retaggio dei popoli ricchi che sentono il bisogno di riempire il vuoto causato in loro dalla mancanza di valori autentici .

Un mondo dove l'unica realtà con la quale confrontarti sei tu. Non ci sono miti da imitare, né mondi da raggiungere, scaturiti dalla nostra fantasia.

Qui, nel mondo missionario, tutto è reale.

“scopo della missione della chiesa, scrive il Papa Benedetto XVI nel suo messaggio per la giornata missionaria, è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento.( Il Cristianesimo non cancella la storia dei popoli, né la loro cultura, le loro tradizioni, il loro modo di essere e di porsi nei confronti della storia. Il cristianesimo illumina tutto questo con la luce del Cristo).

Dobbiamo sentire l'ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell'unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio…….è necessario pertanto rinnovare l'impegno di annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace…questo costituisce la missione essenziale della Chiesa”

Il Vangelo appartiene a Gesù che percorre le terre e i cuori e porge a tutti l'invito alla conversione, a riconoscersi nell'unico Padre, a costruire un mondo dove le differenze, da limiti, si trasformano in opportunità di incontro e di comunione.

All'annuncio il missionario unisce la testimonianza della sua vita. Il nostro Fondatore diceva dei suoi missionari “ sempre che passano o compariscono in mezzo alla popolazione, debbono essere di somma edificazione a tutti, persuasi che, con l'esempio, fanno quella predica muta che tanto raccomandava S.Francesco, provandosi col fatto ai popoli quanto soave sia il giogo e quanto leggero il peso della Divina Legge”.

E ancora “ Andate-ripeteva- faticate allegramente per la gloria di Dio, infervorate i popoli ad amarlo..e se arrivate a togliere un solo peccato, che è offesa infinita a Dio, avete fatto un gran bene. …Il Missionario non deve mai stancarsi di predicare la divina parola”.

Il Cristo, poi, è l'unica ricchezza del missionario. Ai suoi missionari Gaetano Errico soleva dire “ A noi basterà soltanto un crocifisso e un Breviario e una camicia, e se non avremo neppure questa, Iddio penserà a tutto”.

Il mondo missionario è la prima cattedra nell'annuncio della parola, anche se non rilascia diplomi.

“ Il missionario va incontro alla città con la sua parola, con il suo stare in mezzo alla gente. La sua esperienza è l'attestazione che la cura delle relazioni è il primo dovere dell'evangelizzatore.

L'annuncio del Vangelo non può prescindere dalla presenza fisica. Si evangelizza per contagio. Il Vangelo passa da carne a carne, da corpo a corpo, da sguardo a sguardo.

La Buona Novella è parola inerme se non ha il tepore del respiro, l'umido della saliva, la plasticità della presenza discreta ma certa.

La Bella Notizia di Gesù diventa già bella realtà se passa come filo di tenerezza da un cuore all'altro, edificando comunità poste nel mondo come tabernacoli, tende che Dio riempie della sua presenza”.

La bellezza del missionario consiste nel fatto che egli va, quasi a prolungare il cammino di Gesù in mezzo agli uomini.

Egli va non per dominare, non per giudicare, non per condannare: Egli va semplicemente perché spinto dalla forza dell'Amore che ha avvinto il suo cuore. Forza che è esplosa tanto da non potere essere contenuta, ma deve essere condivisa.

Il Missionario condivide il Cristo in tutte le sue forme, in tutti i suoi aspetti.

Egli non è lì ad attendere la risposta e i risultati della sua condivisione. L'amore ama e basta.

Quelle dei missionari sono storie che attraversano l'umanità nei suoi drammi più forti: la guerra, la violenza,l'odio, il fanatismo religioso etc.

“Sono storie vere e buie ma illuminate dalla luce di Cristo; sono amari drammi umani, squarci di disperazione salvati dalla speranza; sono lacrime di mamme di bambini asciugate dal sorriso.

Ma al centro di ogni storia, anche se buia e dura, c'è la dolcezza e la luce della salvezza dell'uomo che cominciò quando Cristo si fece uomo, povero, quando si fece compagno del nostro viaggio sulla terra”.

Non sono le grandi epopee a tracciare il profilo del missionario, ma il saper penetrare nella tenda segreta del suo cuore e saper ascoltare il silenzio della sua anima.

Quelle mani giunte davanti al Signore, dopo che tutto il giorno sono state impegnate a curare il dolore degli uomini, a volte, sono come il fuoco che scotta e mentre cercano una risposta, si chiudono come in un pugno.

Sapere che tutto potrebbe essere diverso se solo l'uomo usasse il linguaggio dell'amore è ciò che fa star male il missionario.

Annuncio e promozione umana sono gli estremi entro cui si consuma l'opera del missionario. Egli è chiamato ad una continua ricerca di equilibrio tra queste due realtà, sapendo che il pane può oscurare la

parola ( mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato pane a sazietà), e far sì che i gesti della carità diventino essi stessi annuncio della salvezza che Gesù ha depositato nelle mani dei discepoli e far sì che la carità e le strutture ad essa funzionali, non umiliano i poveri.

Pane e parola. Annuncio e promozione umana. Vangelo e servizio della carità. Sono anche gli estremi entro cui si consuma la missione della Chiesa. Essa è chiamata ad una continua ricerca di equilibrio tra queste due realtà.

Quello del missionario è il pane spezzato di Emmaus che permette di riconoscere il Signore.

Ma è pane spezzato dopo un cammino lungo tutta una giornata, con lo straniero che si accosta ai viandanti, li accompagna nel loro percorso, ascolta i loro interrogativi, raccoglie la loro tristezza e consuma con loro tanta Parola.

Ecco, Emmaus è la strada missionaria.

I nostri missionari dei Sacri Cuori stanno percorrendo questa strada in Italia,in Slovacchia, negli Stati Uniti, in Argentina, in India, in Nigeria, in Indonesia portando dovunque il calore dell'amore dei Sacri Cuori e realizzando quel sogno che Gaetano Errico non potè realizzare.

Ma egli qui, anzi, è davanti al Signore a sostenere i suoi missionari e ancora da questa chiesa sembra udire il suono delle sue parole “ Andate, annunziate il Vangelo, portate l'amore dei Sacri Cuori, convertite le anime, io rimango qui a pregare per voi”.

Noi andiamo con nel cuore la certezza di non essere soli.

P. Salvatore Izzo msscc.

 

 
MISSIONARI DEI SACRI CUORI
DI GESU' E DI MARIA