"Una vita per gli altri: Gaetano Errico e Salvo D'Acquisto". Premio "Padre Gaetano Errico" alla memoria, al Sottotenente Marco Pittoni.
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di Raffaele Bussi
Ven. 3 Otobre 2008 ore 17.00 - Casa Madre
Su “Gaetano Errico e Salvo D'Acquisto: una vita per gli altri”, ne hanno discusso i missionari dei Sacri Cuori, l'Arma dei Carabinieri ed il Comitato per la Qualità del Vivere presso la Casa Madre di Secondigliano, un dibattito al quale hanno presenziato le più alte cariche dell'Arma dei carabinieri e delle Istituzioni Regionali.
Relatori Padre Antonio Palmieri per i missionari e il Colonnello Fulvio Fabbri, i quali hanno relazionato sulla figura del Santo di Secondigliano e su quella eroica di Salvo D'Acquisto che ha immolato eroicamente la propria vita per salvare quelle di ventidue inermi contadini.
Hanno portato il saluto l'on. Sandra Lonardo, Presidente del Consiglio regionale e l'on. Alfonsina De Felice, assessore regionale alle pari opportunità, in rappresentanza del Presidente Bassolino.
Il premio Gaetano Errico una vita per gli altri 2008 è stato dato alla memoria del Tenente dei Carabinieri Marco Pittoni, caduto a Pagani per sventare un tentativo di rapina alle poste.
Ha ritirato il premio la sorella Cristina, la quale ha affidato ad un commovente messaggio il ricordo del fratello caduto ed il ringraziamento ai missionari ed all'Arma:
Questa sera ci troviamo qui, per ricordare due esemplari figure dei nostro tempo, che si sono distinte per la loro grande generosità d'animo e il loro coraggio. L'uno, Gaetano Errico, un Sacerdote, l'altro Salvo D'Acquisto, un Carabiniere, quasi a sottolineare come le due “vocazioni” siano diverse, ma entrambe strumento per la custodia consapevole dei principi di giustizia, di sacrificio, e di riguardo per la vita altrui.
Tutte queste qualità, si fondono e si realizzano nella vita di nostro fratello Marco, al quale è dedicato questo Premio. Marco ci ha lasciato quasi quattro mesi fa, mentre tentava di sventare una rapina all'Ufficio Postale di Pagani, pagando con la vita la scelta di non difendersi con un'arma, come avrebbe potuto facilmente fare.
Una scelta dettata dalla coerenza di tutto il suo percorso formativo e concretizzatasi nell'estremo sacrificio di sè stesso, per difendere il diritto alla libertà umana e al rispetto dei prossimo, nel quale lui credeva fermamente.
Il suo gesto, non ha sorpreso, chi lo conosceva o aveva avuto modo di collaborare con lui, perchè Marco era un carabiniere esperto, preparato e professionale che ha agito, secondo l'imprevedibilità del momento, ma applicando le regole con le sfumature e le peculiarità della sua generosità e altruismo.
Elementi distintivi che hanno improntato la sua vita sempre e comunque, anche quando sarebbe stato più facile abbandonarsi alla sfiducia e al disfattismo.
La scelta di Marco di arruolarsi non è stata casuale. Nostro padre era un Carabiniere e anche mio fratello Matteo, qui con me stasera, è un fiero rappresentante di quello stile di vita che abbiamo sempre respirato e che ha sempre guidato le nostre scelte… Marco in particolare è sempre stato per noi fonte di orgoglio, perché con grande risolutezza e abnegazione era riuscito a realizzare il suo sogno, a rispondere alla sua “chiamata”: diventare un preparato e motivato Ufficiale dell'Arma.
Ha inseguito e raggiunto il suo obiettivo con la fierezza di chi conosce i principi della lealtà alla bandiera italiana e serve lo Stato con senso dell'onore; di chi ha fatto della propria coerenza la forza per superare gli ostacoli; di chi esercita il potere datogli dall'appartenere alle Forze dell'ordine con l'umiltà che viene dal sacrificio e dalla bontà d'animo, e sa trasmetterla agli altri, con la genuinità di chi in prima persona, si impegna per la tutela della giustizia nella quale crede.
Marco aveva un grande carisma, una forte onestà interiore, e una rara integrità morale che gli nascevano dalla consapevolezza di chi sa, che la propria forza non viene solo da sé, ma da Dio, al quale nei momenti di intensa difficoltà o incertezza affidava se stesso e le persone a lui care. La sua assenza non impoverisce solo la nostra famiglia, che più ha pagato per questo sacrificio, ma anche l'Arma dei Carabinieri e la società stessa.
Società, che oppressa dal lassismo, dall'ingiustizia e dalla prepotenza incombente ha davvero bisogno di esempi nei quali credere e ispirarsi. Figure ferme che coraggiosamente sappiano mostrare le proprie certezze, sappiano tracciare la via, che non soccombano alle prime difficoltà, che non scadano in facili compromessi, ma testimonino con l'esempio integerrimo della propria vita che si può ancora lottare per la difesa della dignità. Il Beato Gaetano Errico ha saputo realizzare e tramandare tutto questo con le sue opere, indossando la tonaca da Sacerdote. Salvo D'Acquisto e nostro fratello Marco, hanno saputo concretizzarlo e testimoniarlo, con il sacrificio estremo della loro giovane vita, tramite la divisa dell'Arma dei Carabinieri, indossata con orgoglio, onore e con la consapevolezza altruistica di essere non solo uomini, figli, fratelli, ma simboli coerenti di giustizia. Grazie.
Il Generale Maurizio Scoppa, che ha ritirato la targa di gratitudine per l'Arma consegnata da Vincenzo D'Onofrio, dopo il plauso per l'iniziativa, ha preso la parola, ricordando come oggi la società civile ha bisogno di esempi quali quelli di Gaetano Errico e Salvo D'Acquisto per ristabilire le corrette regole della convivenza civile e democratica.
L'on. Sandra Lonardo, nel prendere la parola, ha evidenziato la necessità di rimeditare le periferie napoletane, in primis Secondigliano, attraverso proposte operative in grado di restituire l'incanto di un tempo all'antico casale a Nord di Napoli.
Presente alla serata Alessandro D'Acquisto, fratello dell'eroe, Peppe Bruscolotti, responsabile delle attività sportive dell'Evento, oltre alla numerosa presenza di fedeli storici e non di Gaetano Errico, tra momenti di commozione, conclusa dallo stupendo concerto della Fanfara dei Carabinieri diretta dal Maestro Maresciallo Smarra, che ha raccolto una grande ovazione.
